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PARROCCHIA
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Orari:
S.Messe
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| da Lunedì al Sabato |
8.30 |
Basilica |
| Lunedì, Mercoledì e Venerdì |
18.00 |
Basilica |
| Martedì e Giovedì |
18.00 |
Cazzano |
| Sabato |
16.30 |
Oasi Domenicana |
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18.00 |
Basilica |
| Domenica |
8.00 |
Cazzano |
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8.30 |
Visconta |
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9.30 |
Basilica |
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11.00 |
Basilica (xragazzi) |
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18.30 |
Basilica |
Lodi
-> Ogni mattina ore 8.15 in Basilica
Confessioni
-> Ogni sabato ore 15.00 in Basilica


Dati:
Diocesi di Milano
Zona V
Decanato di Carate Brianza
Abitanti: 4783
Parroco:
Don Francesco Cameroni
P.zza Umberto I, 2
Tel e Fax. 0362.99.51.66
Ufficio Parrocchiale:
dalle 9.00 alle 10.00 (eccetto il martedì)
dalle 18.00 alle 19.00 (eccetto il sabato)
Vicario Parrocchiale:
Don Massimo Donghi
P.zza Cuzzi, 1
Tel e Fax. 0362.99.52.13
Diaconi permanenti:
Gabriele Scariolo
(per la chiesa di S.Clemente)
Renato Corbetta
(per la parrocchia di Capriano
e Fornaci)
Chiese:
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Santi Pietro Marcellino ed Erasmo
Basilica Minore Romana Prepositurale (1400)
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P.zza Umberto I |
| S.Clemente (1900) |
Cazzano - Via S.Clemente |
| S.Caterina (1400) |
Via Viarana |
| Santi Carlo e Luigi - Cappella dell'Oratorio |
P.zza Cuzzi |
| Cappella delle Suore Domenicane del S.Rosario |
Via Buozzi |
| Cappella dei Padri Camiliani |
Visconta |
Istituti Religiosi:
| Provincia Lombardo Ven. Camiliani |
Tel. 0362.99.45.48 - Visconta |
| Domenicane del S.Rosario |
Tel. 0362.99.54.48 - Via Buozzi,6 |
Vocazioni
Besanesi


Storia
LA BASILICA DI BESANA
L'originaria chiesa di Besana di Sopra risale al 1200 circa;
Besana infatti risultava divisa, dal punto di vista ecclesiastico,
in due cure porzionarie: Besana superiore e Besana inferiore,
ciascuna retta da un parroco e dotata di un proprio edificio di
culto.
Nel 1564, abbattuto il vecchio edificio, si procedette
all'inizio dei lavori della nuova chiesa, che era
grande abbastanza per accogliere solo i cittadini di Besana di
Sopra. Ma quando, nel 1782, don Pietro Cuzzi ottenne
la fusione delle due cure porzionarie e venne nominato parroco
unico di Besana, la chiesa dei SS. Pietro Marcellino ed
Erasmo, assunta a unica sede parrochiale, divenne inadeguata ad
accogliere l'intera popolazione. Fu così che don Giovanni
Corti, nominato parroco di Besana nel 1828, dispose i lavori di
ampliamento e di trasformazione dell'edificio, per far
fronte alle nuove esigenze di spazio e di rinnovamento dello stile.
I lavori affidati all'architetto Moraglia iniziarono nell'estate
del 1833 e si conclusero in poco più di un anno e mezzo. Essi
compresero un ampliamento solo in senso longitudinale. Fu scelta
di conservare la ripartizione in 3 navate, con quella centrale
più ampia, introducendo modifiche sulla sola lunghezza. Anche
le navate laterali furono allargate, per far posto ad una serie
di altari minori. La chiesa si trasformò in stile neoclassico;
le colonne in granito erano state aumentate nel diametro e ricoperte
di stucco bianco striato, le pareti si tinteggiarono di celeste,
i capitelli avevano le volute e le foglie bordate d'oro, così
come i candelabri infissi a mezz'altezza sulle rinnovate colonne.
Infine paramenti rosso intenso e stendardi ricamati in seta adornavano
le pareti della chiesa.
L'organo, riparato ed ampliato, era rimasto a far mostra di sé
sopra l'ingresso, mentre la figura del SS. Crocefisso si stagliava
superba ed imponente nell'Altare maggiore. Venne infine costruito
l'oratorio di San Carlo, eretto a prolungamento sul lato
est della chiesa e collegato ad essa da una porta in sacrestia.
I lavori non vennero conclusi, infatti rimanevano incompiute le
pareti esterne, lasciate senza intonaco, e la facciata, conclusa
poi nel 1844.
Nel 1838 fu soppressa l'antichissima Pieve di Agliate e vennero
istituite due nuove Pievi, l'una facente capo a Besana, l'altra
a Carate. La bolla che istituiva la nuova Pieve di Besana fu vergata
il 25 aprile 1838, e a don Giovanni Corti venne
conferito il titolo di Prevosto. Il Corti, nominato
vescovo di Mantova nel 1847, affidò la parrocchia al suo successore
don G. Battista Mojana.
 La
chiesa, nei primi anni del 1870 appariva spoglia al suo interno,
priva di affreschi e di tele: per ovviare all'inconveniente era
stata tappezzata tutta con tessuto di damasco rosso. Fu il prevosto
Mojana a sottolineare la mancanza di affreschi, così i lavori vennero
affidati a Raffaele Casnedi. All'inizio della primavera del 1873,
dunque, il Casnedi cominciò con la pittura a fresco della volta
della navata centrale, l'anno seguente affrescò l'abside del Coro,
con la rappresentazione di Gesù nell'orto del Getsemani, e la volta
del Presbiterio con un'esaltazione della Santa Croce. Nel 1875 lavorò
al quadro sull'altare, alla destra di chi entra in chiesa, con Gesù
durante l'Ultima Cena e nel 1877, a sinistra, sempre sull'altare,
l' "entrata di Cristo in Gerusalemme" . Dopo il restauro interno
ed esterno delle parti in muratura, voluti dal Corti, il Mojana
aveva provveduto a decorare i muri interni, offrendo alla Basilica
un nuovo volto, quello che ancora oggi possiamo ammirare.
La grandezza ed il valore artistico della chiesa, insieme ad
altri fattori non meno importanti, hanno permesso l'ottenimento
di un grande riconoscimento: in seguito alla richiesta presentata
nel 1993 da parte dell'allora Arcivescovo di Milano, Carlo Maria
Martini, alla "Congregazione per il Culto Divino" di Roma,
la nostra chiesa il 3 aprile 1998 è stata innalzata
al titolo di Basilica Romana Minore. Questo titolo
è stato accolto da tutta la comunità con grande gioia, manifestata
soprattutto l'8 novembre del 1998, nella celebrazione
della S. Messa Pontificale, durante la quale è avvenuta la proclamazione
ufficiale del titolo, e in tutte le altre manifestazioni, concerti,
momenti di preghiera, che sono seguiti ad essa. Ogni anno, in
seguito al titolo di Basilica Minore, si celebrano con particolare
cura la festa della Cattedra di San Pietro (22 febbraio)
e la solennità dei SS. Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno).
IL SANTO CROCIFISSO
Il
crocifisso ligneo conservato ancor oggi nella nostra Basilica,
risale alla metà del secolo XVII, anche se i documenti
non sono del tutto chiari e alcuni ritengono che sia più antico.
Nella vecchia chiesa, il crocifisso era posto in un altare laterale
dove c'era un'architrave in sasso sulla quale era scritto "Crocifisso
consumatom est".
In occasione dell'ampliamento della chiesa (1834), gli avanzi
dell'architrave dell'antica cappella furono recuperati dal prevosto
Corti e murati nella parete della chiesa nuova verso la casa parrocchiale,
dove si può leggere ancora "...isso" e "consumatom est".
Quando nel 1748 fu rifatto l'altare maggiore, in
sostituzione di quello di legno, fu costruita, nella parte
centrale, un'apposita nicchia per accogliere il S. Crocifisso.
Al S. Crocifisso è stato attribuito anche il titolo di miracoloso;
infatti un'iscrizione che esisteva nella vecchia chiesa diceva:
"Simulacrum I. C. e cruce pendentis signitis et prodigiis clarum"(simulacro
di Gesù Cristo che pende dalla croce, celebre per segni e prodigi).
Ciò vuol dire che qualche fatto straordinario o qualche miracolo
abbia determinato una particolare devozione nei fedeli, anche
se non si hanno notizie di particolari "miracoli".
Il culto del Crocifisso fu sempre molto vivo in Besana. La celebrazione
dei centenari (1752-1852-1952) fu sempre molto sentita e solenne,
e richiamava una moltitudine di fedeli, anche dai paesi vicini.

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